Storvandre - Nature:WILD -

Hipparchia statilinus

Hipparchia statilinus #2

Satiro dalla livrea superiormente bruno-scura, che solo da vicino mostra sulle ali anteriori due ocelli neri ciechi tra i quali ne sono compresi due più piccoli bianchi. Molto marcati i disegni sulla pagina inferiore, specialmente nelle femmine, ove gli ocelli sono contornati di giallo e sono provvisti di pupilla centrale. Apertura alare 50-55 mm, maschio mediamente poco più piccolo.

Specie univoltina che trascorre l'inverno allo stadio larvale. I primi sfarfallamenti si hanno ai primi di giugno. Gli adulti depongono in estate e la schiusa avviene in agosto-settembre. Piante alimentari sono Graminacee, particolarmente del gen Bromus.

L'areale si estende, con alcune sottospecie, dalla Spagna all'Europa centrale; anche in Nordafrica e parte dell'Anatolia. Presente nella penisola italiana, localizzata al Nord, manca in Sardegna.

Hipparchia statilinus #3

 

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Rosa "Old Blush"

Rosa Old Blush #2

Secondo la storia nel 1752 Peter Osbeck, discepolo di Linneo, fece giungere a Uppsala da Canton una R. chinensis che pervenne intorno al 1759 a Kew in Inghilterra e qui fu chiamata “Old Blush”. Successivamente, tramite la Compagnia delle Indie Orientali olandese, una R. chinensis di colore rosa fu piantata nel 1789 nei giardini botanici di Haarlem e di Leiden. Nel 1789 Sir Ioseph Banks la portò in Inghilterra dove fu commercializzata nel 1795 sotto il nome di “Parson’s Pink China”.

Rosa Old Blush #3

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Ipomoea purpurea

Blue Star

Ipomoea è un genere delle Convolvulaceae che comprende circa 500 specie note col nome vernacolo di campanelle (nome comune anche per specie di altri generi). Il genere è originario dei paesi tropicali asiatici e americani. In Italia il genere è poco rappresentato essendo presenti allo stato spontaneo Ipomea purpurea, Ipomea sagittata e Ipomea stolonifera.

Negli USA e in Messico questa pianta è nota come Morning Glory, ed i suoi semi sono considerati come uno dei principali allucinogeni nell'uso religioso, divinatorio e medicamentoso, avendo effetti che alcuni paragonano a quelli dell'LSD.

Questo esemplare è stato ripreso sulle alture di Varazze, in Liguria.

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Daucus carota

Apiacea (Daucus carota)

La carota spontanea è diffusa in Europa, in Asia e nel Nord Africa. Ne esistono molte e diverse cultivar che sono coltivate in tutte le aree temperate del globo.

Allo stato spontaneo è considerata pianta infestante e si trova facilmente in posti assolati ed in zone aride e sassose ma anche in tutti gli ambienti rurali e perfino alle periferie cittadine.

È una specie erbacea biennale, alta fino a 100 cm, che nel secondo anno sviluppa un fusto eretto e ramificato con grandi ombrelle di forma globulare composte da ombrellette. Queste sono a loro volta formate da fiori piccoli bianchi a cinque petali; il fiore centrale è rosso scuro. L'infiorescenza presenta grandi brattee giallastre simili alle foglie. Nei fiori sono presenti delle piccole ghiandole profumate che attirano gli insetti. Fiorisce in primavera da maggio fino a dicembre inoltrato. I frutti sono dei diacheni irti di aculei che aiutano la disseminazione da parte degli animali. Le infiorescenze dopo la fecondazione dei fiori si chiudono a nido d’uccello. Le foglie sono profondamente divise e pelose. La radice è lunga a fittone di colore giallastro.il fittone ha dimensione di 18-20cm con diametro intorno ai 2cm a forma cilindrica

 

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Capparis spinosa

Capparis spinosa #4

Il cappero è stato citato per la prima volta nella Bibbia, in relazione al suo potenziale afrodisiaco e ancora oggi, in Marocco, è ampliamente diffuso per questo uso. I suoi utilizzi medicinali e terapeutici erano ben conosciuti nella Grecia antica, da Ippocrate ad Aristotele e Teofrasto.
Ai nostri tempi il cappero è usato come un analgesico, antielmintico (vermifugo), depurativo, diuretico, espettorante, tonificante, vasocostrittore.
Per uso interno, nel trattamento di infezioni gastrointestinali, diarrea, gotta e reumatismi. Esternamente per trattare alcune condizioni della pelle, specie la fragilità capillare. Dalla corteccia si estrae la “capperirutina”, utile nel trattamento antireumatico; l’estratto alcolico ha proprietà di analgesico ed antinfiammatorio. Decotti dalla radice sono stati utilizzati nella medicina tradizionale per trattare l’idropisia, l'anemia, l'artrite e la gotta.
Nella medicina ayurvedica i capperi sono considerati stimolanti e protettori della funzionalità epatica.

Capparis spinosa #3

Si narra che di questa specie faceva costantemente uso cosmetico Frine, la modella di cui si servì lo scultore Prassitele per la statua di Afrodite.
La lucertola, che è ghiotta del succo dei frutti dei capperi, ne porta in giro i semi che le restano appiccicati al corpo, e finisce per seminarli negli anfratti dei muri, facendo germinare nuove piantine.

Capparis spinosa #1

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Eryngium Amethystinum

Eryngium Amethystinum

Detto comunemente Calcatreppola ametistina, l'Eringio Ametistino è una pianta comune nei pascoli sassosi dell'Europa orientale e sud-orientale, dove spesso sopravvive perché non viene brucato dagli animali grazie alle sue potenti difese spinose.

Il colore blu-viola è molto particolare, caratteristica che insieme alla sua resistenza al freddo lo ha reso una pianta molto utilizzata nei giardini rocciosi e nelle composizioni floreali secche.

Questi esemplari sono stati ripresi sull'Appennino Umbro-Marchigiano, nel periodo di agosto, al culmine della fioritura.

Eryngium Amethystinum

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Tramonto Garganico

La costa garganica offre dei tramonti marini di rara bellezza, soprattutto per la particolare esposizione del promontorio garganico che, a seconda dei luoghi, permette di vedere il sole tramontare sul mare o tra le montagne.

Garganic Sunset #2

L'aria relativamente limpida e le correnti ventose dell'Adriatico generano conformazioni di nuvole particolarmente affascinanti su questo territorio, specialmente nei mesi più caldi.

Garganic Sunset #3

Questi scatti sono stati ripresi in agosto, sulla costiera che porta a Vieste, proprio dal promontorio su cui sorge Peschici.

Garganic Sunset #5

 

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Taraxacum Officinale

Taraxacum officinale

Il Tarassaco è una pianta erbacea e perenne, di altezza compresa tra i 3-9 cm. Presenta una grossa radice a fittone dalla quale si sviluppa, a livello del suolo, una rosetta basale di foglie munite di gambi corti e sotterranei.

Taraxacum seed #2

Da ogni fiore si sviluppa un achenio, frutto secco indeiscente, privo di endosperma e provvisto del caratteristico pappo: un ciuffo di peli bianchi, originatosi dal calice modificato, che, agendo come un paracadute, agevola col vento la dispersione del seme, quando questo si stacca dal capolino.

Dandelion fibers

Si può notare come le fibre del soffione al microscopio appaiono provviste di appendici che ne aumentano la resistenza all'aria rallendandone la caduta.

Vegetalia #18

Le fibre dello fusto cavo che sostiene il fiore sono molto interessanti se osservate al microscopio, in quanto ricche di strutture ottimizzate per favorire la capillarità.

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L'Architiello di San Felice

Architiello di San Felice

I dintorni di Vieste si distinguono per la presenza di diverse attrattive turistiche di enorme interesse geografico e storico. Le grotte scavate dal mare nella roccia calcarea del Gargano, che ha generato delle cavità e formazioni rocciose dalle forme più svariate e bizzarre. Ne è un esempio particolare il Pizzomunno.

Architiello di San Felice #2

Lo stesso discorso vale per l'Architiello, scavato dall'erosione presso la strada per Pugnochiuso a sud di Vieste. Le grotte sono il risultato di fenomeni carsici, ma anche l'azione corrosiva di acqua marina e vento ha dato un contributo importante. Tutta la zona è ricca di grotte carsiche tra cui la grotta sfondata, quella due Occhi, la grotta Rotonda, dei Pipistrelli, del Serpente, la Viola e la Smeralda.

Cala San Felice

La leggenda narra che questo vero e proprio capolavoro naturale fu costruito dalle Ninfe e dai Tritoni in onore di Nettuno e della sua compagna Anfitrite.

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Acacia Dealbata

Acacia dealbata (Silver Wattle) - micro #1

La Mimosa (Acacia dealbata) è una pianta che appartiene alla famiglia delle Mimosaceae (Fabaceae secondo la classificazione APG).

Foto macro effettuata con Obbiettivo Sigma 180mm f3.5 EX APO Macro HSM

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