Iris pseudacorus

Iris pseudacorus #3 Iris pseudacorus #2 

Giaggiolo acquatico - Iris pseudacorus Il grande fiore giallo dorato di questa pianta costituisce una delle più vivaci e frequenti note di colore delle aree umide d’acqua dolce. Le foglie grigio-verdastre si dipartono dalla base della pianta, formando una specie di stretto ventaglio; sono nastriformi, appiattite, ma abbastanza ispessite al centro, per cui mostrano una caratteristica sezione a losanga molto allungata, che le rende consistenti e robuste. I fiori compaiono da aprile a luglio, sorretti da un fusto fiorifero che raggiunge l’altezza di un metro. Ad una osservazione ravvicinata i grandi tepali esterni non appaiono completamente gialli perché segnati da un tenue reticolo bruno - violetto. Tutte le parti del fiore, ovario e stami compresi, collaborano alla funzione "vessillifera", di attrazione degli insetti impollinatori.

Iris pseudacorus #4 Bumblebee passing

La pianta è perenne e dotata di un rizoma allungato di colore nerastro che si ramifica e produce ogni anno giovani getti. In erboristeria il succo ricavato dal rizoma veniva usato nel trattamento esterno delle ferite. I semi del Giaggiolo acquatico, in tempi di carestie, sono stati talvolta usati come surrogato del caffè. Recentemente è stata accertata la capacità di questa pianta di assorbire ed accumulare nei propri rizomi i metalli pesanti presenti in acque inquinate. (source: http://www.zoneumidetoscane.it/)

Iris pseudacorus

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I fiori dell'Argentario

Il Monte Argentario, in provincia di Grosseto, rappresenta un luogo unico per posizione, clima e biodiversità. Ecco alcuni esempi di fioritura dei prati e dei sottoboschi durante il mese di Marzo.

Yellow Meadow #2 (by storvandre)

Prati di Tarassaco, Anemoni e altri fiori

Anemone hortensis #2 (by storvandre)

Anemone in controluce

Orchis papilioancea (by storvandre)

Orchis papilioancea

Anagallis Foemina (Blue Pimpernel) (by storvandre)

Anagallis foemina, il Centonchio azzurro

Anemone blanda #2 (by storvandre)

Anemone blanda

Anemone hortensis #5 (by storvandre)

Anemone hortensis

One, two, three (by storvandre)

Tre fiori, un Tarassaco e due Orchidee selvatiche

Tarassacum Meadow (by storvandre)

Prati di Tarassaco

Scandix verna #2 (by storvandre)

Scandix Verna, una bellissima Ombrellifera

Rosmarinus officinalis (by storvandre)

Rosmarinus officinalis, con un Bombo. Si trovano intere praterie di Rosmarino lungo le coste

Orchis italica (by storvandre)

Orchis italica

Cyclamen repandum #2 (by storvandre)

Cyclamen repandum, il Ciclamino selvatico dei boschi, assai diffuso all'ombra dei Lecci

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Funghi del legno, Parco del Ticino

Wood mushrooms #3

Questo raggruppamento, come quello dei funghi dell'apparato radicale, è costituito da miceti tassonomicamente anche piuttosto distanti, accomunati, però, dalle eziologie che determinano. Sono tutti responsabili, infatti, di alterazioni di vario tipo a carico del legno. Queste consistono in seccumi, cancri, marciumi. Oltre al danno in sè, questi, interrompendo parzialmente o totalmente il flusso linfatico, determinano, spesso, il disseccamento della parte di vegetazione sovrastante la zona interessata dall'attacco fungino. Appartengono, si è detto, a diverse classi botaniche, che vanno dagli Ascomiceti ai Basidiomiceti, per arrivare fino ai Deuteromiceti. (fonte: http://www.fitodifesa.it/)

Wood mushrooms #2 (by storvandre)

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San Domenico, Località Prato Berto

San Domenico, Località Prato Berto (by storvandre)

Il parco naturale dell'Alpe Veglia è stato il primo parco naturale regionale, istituito nel 1978 (L.R. 14/78) ed era localizzato sul versante italiano dell'Alpe Veglia, a 1750 m s.l.m.: prima che venisse accorpato il parco dell'Alpe Veglia si estendeva per 4120 ettari a comprendere i comuni di Varzo e Trasquera, nella provincia di Verbania e al confine con il Cantone Valais della Svizzera. L'alpe Veglia a nord è cinta dal monte Helsenhorn (3.272 m s.l.m.), dal Monte Mottiscia (3.156 m s.l.m.) dal Monte Rebbio (3.192 m s.l.m.), dalla Punta d'Aurona (2.984 m s.l.m.), la Punta di Terrarossa (3.246 m s.l.m.) e dal Monte Leone (3.553 m s.l.m.).[1] Ogni monte scende verso la conca con il suo omonimo ghiacciaio. Si trova una sorgente di acqua ferrugginosa e il Lago delle Streghe.

Footprints of a rabbit (by storvandre)

Impronte di lepre sulla neve.

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Incontro nei boschi

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Nel Parco del Ticino

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Galaverna

Shining forest #1 (by storvandre)

La galaverna è un deposito di ghiaccio in forma di aghi e scaglie che può prodursi quando la temperatura è inferiore a 0 °C e c'è la presenza di una leggera nebbia.

Ice on water #5 (by storvandre)

La galaverna è costituita da un rivestimento cristallino, opaco e bianco intorno alle superfici solide; di solito non è molto duro e può essere facilmente scosso via. Essa si forma perché le goccioline d'acqua in sospensione nell'atmosfera possono rimanere liquide anche sotto zero (stato di sopraffusione).

Branches #3 (by storvandre)

Questo stato è instabile e non appena le gocce toccano una superficie solida come il suolo o la vegetazione si trasformano in galaverna: si tratta quindi di solidificazione, ovvero passaggio dallo stato liquido a quello solido. In particolare, la galaverna richiede piccole dimensioni delle gocce di nebbia, temperatura bassa, ventilazione scarsa o nulla, accrescimento lento e dissipazione veloce del calore latente di fusione. Quando questi parametri cambiano si hanno altre formazioni, come per esempio la calabrosa, che si forma quando le gocce di nebbia sono più grosse e il vento è più forte.

Ice on spiderweb #3 (by storvandre)

La galaverna si distingue dalla brina perché questa non è coinvolta dal processo di sopraffusione delle gocce d'acqua e si forma per il brinamento del vapore sulle superfici raffreddate a causa della perdita di calore per irraggiamento durante la notte. Le formazioni di ghiaccio, simili alla galaverna, che si producono in assenza di nebbia con temperature molto basse e un'alta umidità relativa dell'aria superiore al 90% sono più propriamente chiamate gelata, dato il differente processo di formazione.

Tree (by storvandre)

fonte dei testi: Wikipedia

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Larix decidua

Larch Branch #2

È una conifera a portamento eretto con accrescimento rapido in gioventù, raggiunge 25-45 m di altezza e fino a 1 m di diametro (in casi eccezionali fino a 55 m di altezza e 2 di diametro). La chioma è rada e leggera, conica quando è giovane, piramidale con l'invecchiare della pianta; i rami principali sono sciabolati con le estremità spesso pendule. La corteccia è grigio bruna e sottile nelle piante giovani; diviene molto spessa nelle piante vecchie e con grosse placche, esternamente di color grigio cenere, separate da fessure longitudinali bruno rossastre. Le foglie sono aghiformi e sottili, lunghe 2-4 cm, riunite in verticilli su rametti corti (brachiblasti) e singole sui rami lunghi (macroblasti); d'autunno assumono una colorazione gialla prima della caduta dai rami. Il Larice è infatti l'unica conifera decidua spontanea in Italia. L'apparato radicale è robusto a fittone e profondo, così come le radici laterali.

Larch Branch #1

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Macrolepiota procera

Macrolepiota procera

Volgarmente detta "Mazza di Tamburo", ma nota anche come "Puppola, Bubbola maggiore, Ombrellone o Parasole", la Macrolepiota procera è un fungo commestibile molto noto e assai comune nei boschi italiani, dove spicca da lontano.

Alcuni riportano una sua leggera tossicità da crudo, anche se personalmente ricordo di averlo consumato alla brace molte volte. E' uno dei funghi "minori" nelle raccolte stagionali, ma non per questo poco gustoso. Questo esemplare è stato ripreso all'Alpe Dévero, nel mese di settembre.

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Hipparchia statilinus

Hipparchia statilinus #2

Satiro dalla livrea superiormente bruno-scura, che solo da vicino mostra sulle ali anteriori due ocelli neri ciechi tra i quali ne sono compresi due più piccoli bianchi. Molto marcati i disegni sulla pagina inferiore, specialmente nelle femmine, ove gli ocelli sono contornati di giallo e sono provvisti di pupilla centrale. Apertura alare 50-55 mm, maschio mediamente poco più piccolo.

Specie univoltina che trascorre l'inverno allo stadio larvale. I primi sfarfallamenti si hanno ai primi di giugno. Gli adulti depongono in estate e la schiusa avviene in agosto-settembre. Piante alimentari sono Graminacee, particolarmente del gen Bromus.

L'areale si estende, con alcune sottospecie, dalla Spagna all'Europa centrale; anche in Nordafrica e parte dell'Anatolia. Presente nella penisola italiana, localizzata al Nord, manca in Sardegna.

Hipparchia statilinus #3

 

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